Try Walking In My Shoes

Quarantasette sigarette credo possano essere annoverate tra i miei piccoli record personali.
Assieme al lancio della carta nel cestino, la bruciatura d’unghia con l’accendino e l’aver bestemmiato per tutta la musichetta d’attesa del call center dell’assicurazione dell’auto.
Papparaparappappapa prcd parararapparara prcmdnn pàrara dmldtt pàrara pttnlmdnn parararàpara.
É che non é un bel periodo. Emma ha avuto il ciclo ben due volte, questo mese, lei così precisa.
E io guardo i suoi capelli e scopro dei fili bianchi.
Non so se la tristezza sia per le scatole di tinta nell’armadietto del bagno.
O per vedere una consapevolezza diversa nei suoi vestiti.
Questo inverno ha comprato diverse scarpe col tacco: dieci, dodici, otto centimetri.
Belle.
Femminili.
Ma non ha indossato neanche una volta gli anfibi.
Mai.
E.
E neanche i levi’s strappati.
Mai.
Questo inverno strano, con la neve che non s’è aggrappata ai bordi delle strade e la galaverna ha ceduto le armi al gelicidio, scopro cose che so già non amerò. I levi’s mancati, gli anfibi nella loro scatola, il nescafé invece del caffè, le piante grasse sul davanzale della cucina invece della mensola in soggiorno.
Fastidio.
Mi siedo sul divano, indeciso se annoiarmi o no.
Mi alzo in piedi, cincischiando con le dita in tasca del golf.
Vado nello sgabuzzino e respiro l’odore strano, di utensili, e scope, e scarpe, e lampadine nuove, e di scaffali di ferro.

EMMA. ANF.

Torno, corro al divano, oppplà, via una ciabatta, opppplalà, via l’altra.
Opplallallalà.

Che io abbia il 45 ed Emma il 38 è un dettaglio insignificante.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *